Possibile sostenere allo stesso tempo che gli immigrati clandestini
vadano
presi a calci in culo se arrivano in Italia e vadano protetti se stanno in Turchia? Sì, se sei Borghezio.
13 Novembre 2012
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione[Europea]
Articolo 117 del regolamento
Mario Borghezio (EFD)
L'UE intervenga sulle vessazioni nei confronti dei minori armeni in Turchia
Da fonti di stampa, emerge la situazione di una scuola «clandestina» frequentata da 105 bambini privi, per la maggior parte, di una carta d'identità perché nati in Turchia da genitori senza permesso di soggiorno. Una situazione che, in tutta la Turchia, interessa circa mille bambini e che rappresenta uno dei problemi più seri per gli immigrati armeni che si trovano in condizione di «irregolarità». Quando una coppia «irregolare» di immigrati armeni ha un figlio in Turchia non può chiedere la cittadinanza alle autorità per il nuovo nato. Ma anche l'assenza di relazioni diplomatiche tra Ankara e Yerevan rende tutto ancor più complicato. Il bambino non può ottenere un passaporto se non andando in Armenia, ma non viene fatto passare alla frontiera se non ha alcun documento di identificazione. Il groviglio di divieti e difficoltà si ripercuote direttamente sul diritto dei bambini di avere un'istruzione. I figli degli immigrati armeni, con un passaporto armeno o senza documenti d'identità, non possono frequentare le scuole pubbliche turche. A partire dall'anno scorso un regolamento ha concesso a questi ragazzi di potersi iscrivere alle 17 scuole delle minoranze armene locali in qualità di «ospiti», cosa che permette loro di frequentare le lezioni senza però che gli venga rilasciato alcun diploma valido a livello nazionale.
Nel 2012 si è stimato che gli iscritti sono diminuiti perché per le famiglie c'è sempre il rischio di venire esposti e in buona parte perché il programma scolastico, pur trattandosi di scuole armene, è interamente modellato su quello turco, senza alcun riferimento al popolo armeno e alla sua storia. Un programma che, ad ogni modo, non consentirebbe ai ragazzi di inserirsi nelle scuole armene se tornassero indietro. C'è poi anche il problema della lingua: l'armeno dell'Est (parlato in Armenia) è infatti una variante diversa da quello usato in Turchia.
Come intende la Commissione porre rimedio a tale situazione anche e soprattutto nel rispetto del diritto all'istruzione per i minori?
Fonte (con la risposta della Commissione):
Sito del Parlamento Europeo